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20 settembre 2007

n°23: Il peggior male del XXI secolo


Dalla ennesima lettera del Profeta agli interlocutori telematici
"Il mal peggiore delli tempi nostri est la ipocrisia. Vedete o voi quante diclarationi s'usano a vanvera pronunziare? Esse stanno alla Verità sottese come una corda non istà all'arco di circonferentia, bensì allo collo dell'impiccando, et pasconsi nei lochi della mistificatione.
Oh mondo irrationale! A che servirannoti l'Illuminismo et le galilejane procedure di disvelamento della realità? E' nato l'homo novus acquiescente, il fantoccio che plaude al verbo delli potenti semidei della falsificatione, il pecorone nel gregge del sadico pastore. Ei mena nel precipitio gli armenti sventurati che professa di condurre al pascolo, et ride dell'agnello che il lupo divora.
Homo homini lupus, dicevano li @ntiqui che pur oggidì pajono moderni! Sicché paremi ingiusto accusare il lupo delli mali del gregge humano, ch'esso ha solo il torto d'essere appariscente mentre ben altre fiere s'annidano nell'ombra.
Et allora dicovi: siate rigorosi come logica v'insegna: chiedete ai propalatori di sangue et lacrime che ogni sacrifitio richiestovi sia motivato dalla matematica dell'onestà. I teoremi vanno dimostrati, altrimenti non servano a nulla. Ricordate le supposte armi che armarono falangi d'estensori di democrazia et libertà? Ov'erano? Chi mai le vide?
Non vorrete che iscoppi un'altra guerra contro Persepoli, ispero! Ma so sin d'hora ch'essa iscoppierà: non illudomi (me lo disse il quindecimo Araldo).
Et hora, come si puote acceptare la spartizione del ghiaccio perché sotto ad esso insistono giacquimenti di ricchezze? Come si puote altresì tollerare che le gabelle siano la regola et i gabellieri deità ultramondane del libero mercato, della religione ovver fallace ch'è sol l'alibi dei forti per soddisfare i propri accumuli?
I templi crolleranno, et qualche fantasma farà dalle macerie un banchetto. Attenti!"

- Ammonimento et congedo del Profeta -
"Il futuro, cari amiqui, non sia quel loco che sta annunciandosi in tal guisa adesso: non ossia venga la selva della speculatione energetico-alimentare. Et chi non pensa con me peste lo colga!"
Tratto da "Tratto da", Edizioni Fratelli del Cosmo, 1807

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